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domenica 17 settembre 2017

Utopie di un cuore glitterosamente poligamico: Qual è la corretta grafia di qual è? Lo spiega l'Accademia della Crusca

 
 
Tanti sono gli errori commessi nello scrivere, uno dei più comuni riguarda l’esatta grafia dell’apocope vocalica qual è.
L’autorevole Accademia della Crusca dissipa ogni dubbio in merito alla corretta grafia del termine.
Seguite il link sottostante:

 
 
 
(Utopie di un cuore glitterosamente poligamico)

 
 

 



sabato 16 settembre 2017

Utopie di un cuore glitterosamente poligamico: I modificatori semantici. L'avverbio


Ciascuno di noi apprende l’uso del linguaggio parlato immerso nel proprio contesto di crescita.
Col processo di scolarizzazione si impara a leggere e scrivere.
Quanti di noi sanno riconoscere e definire i “mattoncini” costitutivi delle frasi.
Propongo ai lettori del blog Utopie di un cuore glitterosamente poligamico un video sugli avverbi tratto da You tube, che si dimostra efficace per chiarezza e semplicità espositiva.
Buona visione!

(Utopie di un cuore glitterosamente poligamico)

venerdì 15 settembre 2017

Utopie di un cuore glitterosamente poligamico: Pancrazio, che strazio! (Se fossi un pagliaccio sarei It)

 
 

I comportamenti dei tanti "Pancrazio che strazio" che pullulano on line mi lasciano inebetita.
L’ultimo, dopo avergli spiegato che non fruisco più del servizio di messaggistica privata sui social, tenta di proporre in alternativa la carta di uno di quei software per tablet che si usano per chattare… con me, però, gioca male la sua partita: se decido di non farlo è sicuro che non userò nessun programma o sito web per questi scopi!
Che io mi sia chiesta per quale motivo gli uomini vogliano, in maniera insistente e ossessiva, scrivermi privatamente sui social è più che legittimo; il tal Pancrazio reagisce al mio quesito con un emoticon ridente che, usata da una persona che si comporta così, suona triviale e sguaiata. Non contento della sua reazione, mi dà del pagliaccio!
Sapete che vi dico? Se lo fossi, sarei l’It dei suoi peggiori incubi!
 
(Utopie di un cuore glitterosamente poligamico)

 





giovedì 14 settembre 2017

Utopie di un cuore glitterosamente poligamico: Vivere in una capocchia di spillo



Maria Valentina Mancosu convive con una tetraparesi di tipo dispercettivo, o meglio, è diversamente percettiva: per sentirsi a proprio agio, necessita di vivere ambienti grandi quanto una capocchia di spillo.

Spessori, non troppo grossi, morbidi appena al tatto o soffici a sufficienza. Spessori attorno alle spalle come uno scialle a protegger la pelle dalle intemperie o a cinger la vita per “salvar la pelle”. Ad “avvolgermi tutta”, cuscini a fiori, ma resto pur sempre una Regina di cuori!
Bada bene, fra me e te nessuna differenza di rango: semplicemente, a sporgermi troppo, non trovo appigli nello spazio intorno…
tavoli e sedie sparsi sulle strade fanno ai miei occhi la stessa figura dei petali dei fiori sui  prati...

(Utopie di un cuore glitterosamente poligamico)

mercoledì 13 settembre 2017

Utopie di un cuore glitterosamente poligamico: Maria Valentina Mancosu vi racconta la sua esperienza con la Dea della morte di Fabrizio Melodia e Anna Marchi

https://issuu.com/annamarchi8/docs/la_dea_della_morte_x

Condivido con i lettori di questo blog  il volo del cuore vissuto a seguito della lettura della graphic novel La Dea della morte, magnificamente illustrata dall’artista Anna Marchi e sceneggiata dal maestro Melodia.
Quanto leggerete non è una recensione e non vuole esserlo: son semplicemente una persona che si diletta nello scrivere e che non ha le competenze di un critico letterario: ho semplicemente voluto condividere con voi le emozioni che mi ha dato la Dea della morte.

Queste poche righe per raccontare la mia esperienza di lettura con la graphic novel La Dea della morte, sceneggiata dal maestro Fabrizio Melodia e illustrata dall’artista Anna Marchi.
Magnifica sceneggiatura quella di Melodia che, in poche pagine, affronta temi socialmente rilevanti che inducono a riflessioni profonde e importanti grazie a una storia dotata di grande dinamismo e pathos.
Le vicende si svolgono in Veneto e, raccontando i traffici illeciti e “gli affari sporchi della corruzione”, metastasi del Bel paese , portano i lettori faccia a faccia con le subculture criminali.
Chi è la misteriosa figura, scura come la notte, che ergendosi a Paladina del bene e della giustizia, combatte il crimine fino all'ultimo respiro?
Storia di spessore  con una grande protagonista, il cui dramma esistenziale, scoperto pian piano con la lettura della graphic novel, disponibile  gratuitamente su Issuu, (l’app Android  consente di leggere meglio rispetto al website!) si è impresso indelebilmente nelle viscere della mia anima…
grazie di cuore  a Anna Marchi e Fabrizio Melodia per aver realizzato un capolavoro come La Dea della morte!

I miei pensieri su questo prodotto artistico compaiono anche sulla community consumatori Opinioni.it al seguente link:


Cliccando sulla foto del post potrete invece leggere la graphic novel gratuitamente su Issuu


(Utopie di un cuore glitterosamente poligamico) 


 

domenica 25 giugno 2017

Utopie di un cuore glitterosamente poligamico: Maria Valentina Mancosu porge degli auguri e fa un'importante rettifica su Amicopolis


Utopie di un cuore glitterosamente poligamico porge i più affettuosi auguri per un felice compleanno a Vito Tramutola, figura importante di Amicopolis, e pubblica una doverosa rettifica sul funzionamento di quel social network.

Avendo compiuto nuove esperienze in quel sito, Maria Valentina Mancosu porta a conoscenza del fatto che, fondando dei gruppi propri e amministrandoli, diviene possibile, naturalmente restando nel lecito, pubblicare contenuti tratti dal web.

Anche le blogs entry hanno intanto rivelato le loro potenzialità relativamente all’inserimento delle immagini nei contenuti postati.

Alla luce delle nuove conoscenze Maria Valentina Mancosu ha aperto un nuovo profilo su Amicopolis.

(Utopie di un cuore glitterosamente poligamico)



venerdì 16 giugno 2017

Utopie di un cuore glitterosamente poligamico. Maria Valentina Mancosu: Mark Zuckerberg, ti amo perché mi accetti come sono!


Da qualche tempo questo blog non propone contenuti.

Sebbene la situazione sanitaria di Maria Valentina Mancosu si sia intanto complicata, (per chi non ne fosse a conoscenza la writer esordiente non deambula e convive con una tetraparesi di tipo dispercettivo), Utopie di un cuore glitterosamente poligamico torna a far sentire la sua voce.

Lo scorso 6 aprile, ricorderete, la scrittrice dedicò un post ad una realtà web che esiste da poco tempo. Ebbene, a distanza di qualche mese dalla sua iscrizione su Amicopolis, Maria Valentina Mancosu condivide la sua esperienza servendosi del form dell’intervista ipotetica.




Maria Valentina, buon pomeriggio! Grazie per aver accettato di raccontarci la sua esperienza con Amicopolis. Ricordiamo che il suo blog, Utopie di un cuore glitterosamente poligamico, dedicò un post entusiasta a quel sito web…

Buon pomeriggio, grazie a voi per avermi consentito di affrontare quest’argomento. Sì, è vero! Mi espressi in termini entusiasti nei confronti di una realtà che ai miei occhi si prospettava rivoluzionaria…

Parla al passato. E’ cambiato qualcosa?

Sì, ho realizzato che, nonostante le caratteristiche indubbiamente utili e interessanti che Amicopolis conserva, è ancora tanta la strada da doversi compiere perché quel sito possa dirsi realmente performante alle esigenze di chi lo utilizza… fare i conti col proprio target di riferimento è fondamentale per qualsiasi realtà web. Recentemente sono state introdotte delle norme che complicano la vita a chi come me non vorrebbe rinunciare a un’esperienza social a 360°. (Nei limiti del lecito e del consentito, s’intende!)

Attualmente viene richiesto di pubblicare nei propri post solo foto reali. Le foto prese dal web restano consentite solo nelle blogs entry, nei topics e nei gruppi. Quest’espediente, però, resta puramente teorico: in questo modo i contenuti non ricevono la visibilità che meritano

Sogno un ritorno agli albori, quando il clima su Amicopolis era quello della compartecipazione e, ogni iscritto, sentiva di appartenere a quella realtà e vi partecipava con gioia. Fino a poco tempo fa, ciascuno aveva il proprio posto lì dentro! Per un’ esperienza che ruoti attorno alla persona sarebbe auspicabile , a mio parere, che si promuovesse la responsabilità degli iscritti nei confronti di Amicopolis piuttosto che dettare regole rigide che vengono rispettate di malavoglia.

Per quanto mi riguarda, ho problemi di motricità manuale e non posso scattare fotografie, ma tante altre persone, per i motivi più svariati possono non avere possibilità di pubblicare real foto nei propri post.

Io son stata, comunque, inestimabilmente fortunata: una persona di grande cuore ha brillantinato la mia foto autore perché potessi usarla su Amicopolis.

Coloro che non hanno nessuno che possa aiutarli come faranno?


Glitter realizzato da un utente di Amicopolis





Qual’è l’aspetto che più le dispiace di queste nuove regole?
Apprezzo assai i contenuti impegnati nei social, ma le persone hanno anche bisogno di leggerezza e di svagarsi… che male potrà mai esserci nel pubblicare un orsetto tenero o un glitter? Chi mi conosce sa che, questi ultimi, li adoro… non riuscirei proprio a rinunciarvi! Non per nulla, la definizione più esatta di me stessa recita: “sono una lady porno-romantica dal cuore glitterosamente poligamico”

Amicopolis la ha delusa…
In parte sì, devo ammetterlo! Pur conservando indubbi vantaggi come la cordialità degli iscritti e i compensi giornalieri previsti per le azioni da social svolte al suo interno...

Fra Facebook e Amicopolis quale si sentirebbe di consigliare?
Nessuno dei due, in realtà! Ogni social ha dei pro e dei contro ed è giusto che ogni persona scelga in base alla vita social che intende realizzare…

Avendo nella domanda precedente elencato i pregi di Amicopolis trovo giusto parlare adesso di quelli aspetti che, in quel sito, potrebbero essere, a parer mio, migliorati… mi piacerebbe che Amicopolis diventasse easy use. A seconda del browser utilizzato per la navigazione ho talvolta riscontrato difficoltà a postare, commentare e via discorrendo… l’app per tablet, ancora in fase di sviluppo, non è ancora stata lanciata e ciò sarebbe fondamentale, sia per chi lavora tutto il giorno, sia per coloro che come me hanno avuto problemi di salute e non hanno potuto alzarsi dal letto.

Quanto a facebook, anche se talvolta vi si incontra, per usare un eufemismo gente scalmanata è sbocciato un amore folle nei confronti di Mark Zuckerberg che mi accetta per ciò che sono...


In definitiva, cosa le ha insegnato l’esperienza con Amicopolis?

Che lasciarsi andare a facili entusiasmi riserva delle sorprese! Spero che la lezione sia definitiva...





(Utopie di un cuore glitterosamente poligamico)